Origini romane

 Asta Theatrum Grande

La città di Hasta, con circa 50 ettari di superficie edificata, era una delle maggiori nell’ambito della Regio IX compresa fra il Po ed il mar Ligure, e per ampiezza, floridezza economica ed emergenze monumentali poteva essere paragonata ad Augusta Taurinorum (Torino) o ad Augusta Praetoria (Aosta). I numerosissimi scavi archeologici condotti negli ultimi decenni hanno permesso di ricostruirne con buon’approssimazione la struttura urbanistica. La città aveva forma di quadrato molto regolare, con i lati di oltre settecento metri di lunghezza.

L’area interna era ripartita da un reticolo di vie intersecatesi ad angolo retto, e delimitanti isolati regolari di circa 70 metri di lato. Ognuno dei quattro lati del perimetro era aperto da una porta monumentale, punto di raccordo fra la viabilità interna e le grandi vie che collegavano la Città al suo territorio e agli altri centri urbani. Lo stesso reticolo viario era determinato dall’incrocio dei principali assi stradali, che all’interno dell’abitato corrispondevano al “Decumano massimo” con orientamento Est-Ovest (Oggi Corso Alfieri), e al “Cardine Massimo” con orientamento Nord-Sud (oggi Via Roero-Via Milliavacca).

All’incrocio dei due assi sorgeva il Foro monumentale (oggi area di Sant’Anastasio-Liceo Classico). Il Decumano Massimo corrispondeva al tratto urbano dell’importante Via Fulvia, che collegava Augusta Taurinorum (Torino) a Dhertona (Tortona). La strada consolare proveniente da Dhertona e da Forum Fulvii (Villa del Foro, presso Alessandria) entrava in Città dalla porta monumentale ubicata nei pressi dell’incrocio fra gli attuali Corso Alfieri e Via Della Valle, la attraversava per tutta la larghezza, usciva all’altezza della chiesa di Santa Caterina (dove si è conservata fino ad oggi una delle torri della porta corrispondente), e proseguiva verso Ovest dirigendosi all’attuale Cimitero e a Revignano, snodandosi poi fino a Torino.

Dalla porta meridionale (ubicabile a sud di Piazza San Giuseppe) uscivano le strade per Alba Pompeia (Alba), Aquae Statiellae (Acqui Terme) e Pollentia (Pollenzo).

Dalla porta settentrionale (ubicabile presso l’incrocio fra Via Testa e via Milliavacca), infine, usciva la strada per Industria, (importante città scomparsa nei pressi di Chiasso), e per Eporedia (Ivrea). Quest’ultima strada, nel suo tratto iniziale seguiva all’incirca il tracciato dell’attuale Corso XXV Aprile, poi all’altezza dell’ex Saffa si sovrapponeva all’attuale corso Ivrea. Nello stesso punto confluiva un’altra strada secondaria, proveniente dalla porta occidentale, che seguiva in parte l’andamento dell’attuale Corso Torino ma che poi si diramava verso Karrea Potentia (Cheri) lungo la valle Triversa.

L’importanza della strada per Industria è dimostrata dall’eccezionale abbondanza di reperti romani rinvenuti in epoche lontane e recenti, per lo più riconducibili ad aree sepolcrali e ad estese necropoli databili tra il primo, e la metà del secondo secolo dopo Cristo.

L’area archeologicamente più ricca è quella dove s’incontrano l’attuale Corso Torino, Ivrea e XXV Aprile ma rinvenimenti abbondanti si sono effettuali in piazza Nostra Signora di Lourdes, corso XXV Aprile, via dei Fiammiferai, corsa Ivrea verso Casabianca, e di recente un antico basolato romano è riemerso proprio sotto il “nostro” corso Torino.

L’arteria principale del Borgo, che è anche un po’ il suo cuore, può dunque vantare l’invidiabile età di 2000 anni! Con una punta d’orgoglio borghigiano possiamo affermare che nessun’altra zona extraurbana della Città può vantare simili benemerenze archeologiche. Con molto disappunto bisogna invece rimarcare che il gran patrimonio rinvenuto in oltre due secoli di scavi solo in minima parte è conservato ad Asti: ciò che non è sparito nei tempi più lontani, golosamente fagocitato da collezionisti senza scrupoli, è disperso e dimenticati nei magazzini delle Sovrintendenze.